Cuore di lupa


Tutte le citazioni (tra virgolette <<>>) riportate nel blog sono tratte dal libro "Donne che corrono coi lupi" di Clarissa Pinkola Estés eccetto diversa indicazione.

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sabato, 03 ottobre 2009


impronta di Matilde79 lasciata alle ore 01:29 link commenti
categorie: ululare forte
lunedì, 13 luglio 2009

OTTOBRE
° Adora conversare.
° Ama coloro che lo/a amano.
° Attraente.
° Bello/a dentro e fuori.
° Simpatico/a.
° I suoi amici sono molto importanti.
° Gli/le piace fare nuovi amici.
° Viene ferito/a facilmente però si riprende altrettanto facilmente.
° Non vive di quello che dirà, gli/le interessa la loro opinione e nient'altro.
° Molto intuitivo/a.
° Gli/le piacciono i viaggi, le arti e la letteratura.
° Delicato/a nel parlare.
° Viziato/a.
° Mostra raramente le proprie emozioni.
° Molto geloso/a.
° Giusto/a.
° Generoso/a.
° Sa manipolare le persone.
° Perde facilmente la fiducia in qualcuno.
° Quando ama, ama veramente.
° Non gli/le piacciono i bambini, a meno che non siano i propri.
impronta di Matilde79 lasciata alle ore 17:49 link commenti
categorie: giocare con i cuccioli
mercoledì, 20 maggio 2009

UNO STRALCIO DEL MIO INTERVENTO ALL'INCONTRO CON NICHI VENDOLA A MESSINA - 11 Maggio 2009

Giorni fa leggevo un commento sulla condizione dei migranti di Marco Rovelli. L'autore parla di “schiavitù ordinaria” dei migranti regolari poiché essi vivono costantemente sotto la minaccia della clandestinità, che ormai è considerata alla stregua di un reato e di un reato grave.
Sono d'accordo con quanto esprime Rovelli ed anzi, estenderei la definizione (anche ai precari, minacciati non dalla clandestinità, ma dall'invisibilità).

E' “schiavitù ordinaria”, nel senso di quotidiana, che non necessariamente sottintende eventi drammatici straordinari, una vita inseguita dal bisogno, che insegue il soddisfacimento di bisogni minimi e contingenti, senza riuscire a godere di momenti di riposo, di gratificazione personale, di condivisione sociale e di costruzione di una vita affettiva appagante.
Schiavitù ordinaria è una condizione lavorativa di forte ricattabilità, senza garanzie, senza diritti, senza prospettive e che lascia spesso troppo mese alla fine dei soldi!
Schiavitù ordinaria è una vita vissuta con angoscia per un futuro sempre più incerto, per un presente sempre più buio, per la consapevolezza di subire un'ingiustizia e la
frustrazione di non riuscire a contrastarla.

E' schiavitù ordinaria anche quando ci convinciamo che non possiamo farci niente, perché, travolti come siamo da un vortice di cose da fare, di preoccupazioni, di problemi contingenti da risolvere subito, ci dimentichiamo di ricordarci degli altri!
Ci dimentichiamo che lo sfruttamento dei precari, il dramma di chi perde il lavoro, la tragedia di chi perde la vita sul posto di lavoro, non sono problemi scollegati, che nulla hanno a che fare gli uni con gli altri, ma sono facce della stessa medaglia: la perdita di valore del lavoro e della persona stessa che lavora, ridotta dal liberismo a mero strumento al servizio del capitale.
Il lavoro non è più visto come un mezzo che permetta alla persona di realizzarsi socialmente e nello stesso tempo di ottenere un compenso che le dia la possibilità di vivere bene e realizzare i propri desideri anche nel privato. E' diventato invece (o è tornato ad essere) solo un mezzo, per pochi capitalisti senza scrupoli, di guadagnare sempre di più, non importa se sfruttando e calpestando i diritti di lavoratori e lavoratrici!

E' schiavitù ordinaria quando anche i precari si convincono che sia normale, se non giusto, che chi ha potere e soldi detti le condizioni del lavoro anche se queste sono antisindacali e inaccettabili! E' schiavitù ordinaria quando rinunciamo a ribellarci, tutti insieme, perché da soli si rischia di subire ulteriori soprusi, ma insieme si possono ottenere dei risultati importanti!
Per cambiare veramente le cose però, è necessario che la lotta venga portata avanti sia “dal basso”, con il nostro impegno quotidiano di solidarietà e di non-rassegnazione, sia “dall'alto”, dalla politica dei partiti.

Schiavitù ordinaria quindi, è anche la delusione e la rabbia di vedere una classe politica che, da un lato, se ne frega, e anzi trae vantaggio, dallo sfruttamento dei più deboli, e dall'altro è incapace di comprendere il disagio e la sofferenza delle persone, farlo proprio e portarlo avanti, come lotta alle ingiustizie e ai soprusi, inquadrandolo anche in un contesto più ampio che è la difesa della democrazia e della giustizia dagli attacchi sistematici che vengono fatti in questo paese ormai da anni alla libertà (quella vera, non quella opportunista e vuota decantata dal nostro Primo Ministro) e ai diritti delle persone, soprattutto quando questi si esprimono, e possono farlo, solo
in contesti che esulano dalle logiche del mercato!
Difesa che invece viene fatta troppo spesso in maniera disordinata, superficiale, senza un'analisi seria e generale delle cause, senza mai andare alla radice del problema che è il sistema economico, politico e di conseguenza sociale, costruito, seguendo una logica capitalista, con il liberismo, che mette prima il denaro dell'essere umano, prima l'economia della politica!

Perché la sinistra si è fatta convincere che questo fosse, se non il migliore, l'unico sistema possibile?! Perché abbiamo gettato via i nostri ideali di giustizia ed uguaglianza sociale, i nostri sogni di riscatto dall'oppressione e la nostra capacità di critica e di lotta anche dura quando necessaria?! Perché non siamo più stati capaci di trasmettere alle persone un messaggio positivo, che fosse in grado di coinvolgere, di convincere e che desse speranza?

Chi dice che il problema del precariato in Italia non esiste, sa di dire il falso.
Il problema del precariato, del lavoro è un problema centrale nel nostro paese come in Europa, ancora di più adesso che stiamo attraversando questa crisi devastante per lavoratori e lavoratrici.

La difesa del lavoro vero, garantito, adeguatamente retribuito, stabile e continuativo, non può non essere uno dei punti fondamentali e irrinunciabili per il programma politico di chiunque pensi di condurre un Paese verso un futuro sostenibile e non ad un passato insostenibile. Così come è irrinunciabile la difesa dell'istruzione e della ricerca libere, dipendendo principalmente da esse sia il lavoro che il progresso di un Paese.

Vorrei concludere citando una breve frase di Erri De Luca, perché queste parole mi hanno fatto riflettere anche sul mio lavoro. Io studio fisica e quindi il mio lavoro dovrebbe servire ad accrescere la conoscenza in campo scientifico e, se del caso, tecnologico. Mi chiedo se abbia ancora un senso oggi continuare a creare progresso, se al centro del progresso non c'è più l'essere umano, se non è più il suo benessere il fine delle nostre ricerche...
Dice De Luca (Sulla traccia di Nives, Mondadori):
<<Le macchine del progresso, del risparmio di sforzo, non sono state usate per avere poi più tempo libero, anzi per aumentare il prodotto del lavoro. Aumentavano gli arnesi del progresso e non diminuiva il tempo del lavoro. La nostra specie accumula progresso, ma non sollievo.>>
impronta di Matilde79 lasciata alle ore 16:35 link commenti
categorie: ululare forte
lunedì, 20 aprile 2009

<<'O tiempo. Per un prigioniero è uno sbaglio che dura un anno, è l'onda piccola e svogliata che tocca spiaggia e piedi, 'o tiempo è una stellata fitta che pizzica gli occhi. Non è luce, nemmeno anni luce, 'o tiempo sta nelle orbite dei ciechi, va alla velocità delle visioni e dei sogni, o' tiempo è uno scugnizzo e non un professore.>> Erri De Luca
impronta di Matilde79 lasciata alle ore 19:28 link commenti
categorie: pelle di lupa, vagabondare
mercoledì, 15 aprile 2009

Sono parole lo so senza peso
senza gravità
le parole che non ti dico
eppure mi manca quel rumore lieve
della tua voce
del mio fiato

E ti prendo in giro e poi muoio
per uno sguardo mancato
quando non c'è tempo per amarsi
quando non c'è tempo per sentirsi
prenderti in giro e poi avere voglia di gridare
che niente conta di più

Soffro di vuoto dietro le parole
che non ti dico
quando il telefono chiama
e devi andare
soffro di vuoto sotto il cuore
ma non lo faccio vedere


Litigare e poi sentirsi morire
dentro i tuoi occhi severi
quando non c'è tempo per allontanarsi
quando non c'è tempo per ascoltarsi
litigare e poi fare l'amore come fosse la prima
come fosse l'ultima

E' poi finalmente sera come amica
che torna e ritorni anche tu
ti guardo spogliarti e sdraiarti al mio fianco
e mi manca il respiro bloccato
tra un battito e una parola
sussurrata appena

Darti le spalle sapendo che
le abbraccerai
sfiorarti la mano certa che
la stringerai
addormentarsi col tuo calore attorno
dimenticando ogni affanno

E al mattino allungare la mano a cercarti
e trovarti ancora li tutti i giorni
e pregare un Dio in cui credo solo a metà
affinché non si spenga questa luce
questa brezza che soffia
sotto le mie ali

Sono pensieri lo so come vento
scuotono e urlano
ma passano
barcollo un po' sotto il loro peso
poi li lascio scivolare via
i pensieri che non ti dico


impronta di Matilde79 lasciata alle ore 15:42 link commenti
categorie: solo per amore
lunedì, 02 marzo 2009

<<A nessuno dei presenti, cominciando dal prete e dal direttore fino alla Màslova, veniva in mente che quello stesso Gesù che il prete aveva invocato sibilando una quantità innumerevole di volte, esaltandolo con le parole più strane, aveva proibito proprio le cose che lì si facevano; aveva proibito non solo quella verbosità insensata e la magia sacrilega esercitata dai sacerdoti intorno al pane e al vino, ma aveva proibito anche nel modo più categorico che gli uni chiamino maestri gli altri, aveva proibito le preghiere nei templi, comandando a ciascuno di pregare in solitudine, aveva proibito i templi stessi, dicendo che era venuto per distruggerli, perché bisogna pregare in spirito e verità; soprattutto aveva proibito di giudicare gli uomini, di tenerli segregati, di tormentarli, di infamarli, di giustiziarli come lì si faceva; non solo, ma aveva proibito ogni violenza sulle persone, dicendo che era venuto a liberare gli schiavi.
[...] Nessuno pensava che la croce dorata coi piccoli medaglioni di smalto che il prete aveva portato in mezzo alla chiesa e fatto baciare alla gente, non era che l'immagine di quel patibolo su cui Cristo era stato suppliziato, proprio per aver proibito tutte quelle cose che ora in nome suo lì si compivano>>

Lev N. Tolstoj, Resurrezione
impronta di Matilde79 lasciata alle ore 16:58 link commenti
categorie: pelle di lupa, ululare forte
martedì, 03 febbraio 2009

Anche se non sempre so dimostrartelo per me questa canzone parla di ogni giorno che vivo accanto a te (se la leggi come fosse dedicata ad una persona e non a qualcosa di triste)...


Just a perfect day,

Drink Sangria in the park,

And then later, when it gets dark,

We go home.

Just a perfect day,

Feed animals in the zoo

Then later, a movie, too,

And then home.



Oh it's such a perfect day,

I'm glad I spent it with you.

Oh such a perfect day,

You just keep me hanging on,

You just keep me hanging on.



Just a perfect day,

Problems all left alone,

Weekenders on our own.

It's such fun.

Just a perfect day,

You made me forget myself.

I thought I was someone else,

Someone good.



Oh it's such a perfect day,

I'm glad I spent it with you.

Oh such a perfect day,

You just keep me hanging on,

You just keep me hanging on.



You're going to reap just what you sow,

You're going to reap just what you sow,

You're going to reap just what you sow,

You're going to reap just what you sow...


paradise-engineering            (Lou Reed - Perfect Day)
impronta di Matilde79 lasciata alle ore 15:59 link commenti
categorie: solo per amore

Parole e Immagini


NO WAR!!


"Disprezzo profondamente chi è felice di marciare nei ranghi e nelle formazioni militari: costui solo per errore ha ricevuto un cervello, un midollo spinale gli sarebbe stato più che sufficiente" A. Einstein


"Non può piovere per sempre..." The crow


"Una persona viva è una persona con grossi e dolorosi conflitti ed è in contatto con questi conflitti. E' una persona con insopportabili frustrazioni ed è in contatto con queste frustrzioni. E' una persona in qualche misura disperata, però consapevole di questa disperazione, che ha preso la decisione di non suicidarsi non solo a livello di testa, di coscienza, ma profondamente, con tutto il suo corpo. Una persona che ha smesso, per la prima volta da quando è su questo pianeta, di "migliorarsi", cambiarsi, falsarsi, adeguarsi all'io-ideale o al modello culturale. Per la prima volta si è arresa alla realtà ed è diventata quello che è. Son solito dire cinicamente, anche se spero di sbagliarmi, che siamo su questo pianeta da tre milioni di anni, ma se andiamo avanti a "migliorare" le cose come abbiamo fatto finora, entro dieci-quindici anni non ci sarà probabilmente più la vita sulla terra. In questo momento il pericolo dell'olocausto atomico sembra lontano, ma sicuramente a furia di "miglioramenti" è più vicino il disastro ecologico. Per questo credo che una persona "guarita", cioè una persona che ha deciso di entrare nella vita, di assumere i suoi conflitti, subire le frustrazioni, che ha deciso di non suicidarsi, di sbloccare la situazione di sospensione e irrealtà, una persona così ha deciso di accettare sé stessa e le cose per quello che sono." Barrie Simmons - "Più psicoterapie" (Quaderni del centro di psicologia e analisi transazionale, Edistampa, Padova, 1992)


Tux for president!!


"L'educazione dei militari, dal soldato semplice alle più alte gerarchie, li trasforma necessariamente nei nemici della società civile e del popolo. Comprese la loro divisa, con tutti quegli ornamenti ridicoli che occupano buona parte della loro esistenza e li farebbe sembrare pagliacci se non fossero sempre minacciosi, tutto questo li separa dalla società. Quell'abito e le loro mille cerimonie puerili tra cui trascorre la loro vita senz'altro obiettivo che quello di esercitarsi alla carneficina e alla distruzione, sarebbero umilianti per uomini che non avessero perso il sentimento della dignità umana. Morirebbero di vergogna se non fossero giunti, mediante una sistematica perversione delle idee a farne fonte di vanità. L'obbedienza passiva è la loro maggiore virtù. Sottomessi a una disciplina dispotica finiscono per sentire orrore per chiunque si muova liberamente. Vogliono imporre con la forza la disciplina brutale, l'ordine stupido di cui loro stessi sono vittime. Non si può amare il servizio militare senza detestare il popolo." Bakunin

Lei: "Ogni essere umano ha dentro due lupi in lotta tra loro: uno è l'Amore e l'altro è l'Odio..."
Lui: "E chi vince?"
Lei: "Quello che nutriamo di più!"

dal film “Pathfinder”



"Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare." Gandalf - Il Signore degli anelli, John Ronald Reuel Tolkien


"il tempo non è una corda che si può misurare a nodi, il tempo è una superficie obliqua e oscillante che solo la memoria riesce a far muovere e avvicinare" José Saramago


"No one, no government has jurisdiction over the truth" X-Files


"L'angoscia mi fa male perché solo una parte di me ha l'angoscia e l'altra non ci crede..." Il cielo sopra Berlino, Wim Wenders


"Molti tra i vivi meritano la morte. E parecchi che sono morti avrebbero meritato la vita. Sei forse tu in grado di dargliela? E allora non essere troppo generoso nel distribuire la morte nei tuoi giudizi: sappi che nemmeno i più saggi possono vedere tutte le conseguenze." Gandalf - Il Signore degli anelli, John Ronald Reuel Tolkien


"Non mi spaventano le grida dei violenti, ma il silenzio dei giusti..." Raoul Follerau (fondatore dell'associazione AIFO per la cura dei malati di lebbra)


"Madre è il nome di dio sulle labbra e nei cuori di tutti i bambini" The crow


"È senza fede chi dice addio quando la strada si oscura." Gandalf - Il Signore degli anelli, John Ronald Reuel Tolkien